Gestione Sicurezza Antincendio Roma – “Si vive in sicurezza solo se si fa sicurezza”

Gestione Sicurezza Antincendio Roma – Veniamo dunque ad affrontare più nel dettaglio il tema della progettazione della gestione della sicurezza.

La gestione della sicurezza antincendio è “un processo che si sviluppa per tutta la durata della vita dell’attività” ed è proprio la “corretta progettazione iniziale dell’attività” a consentire “la successiva appropriata gestione della sicurezza antincendio”

Il progettista:
– “acquisisce dal responsabile dell’attività informazioni sulle condizioni d’esercizio dell’attività (es. numero e tipologia degli occupanti, tipologia di attività svolte, processi produttivi, quantità e tipologie di materiali stoccati, …);
– definisce la soluzione progettuale che, in virtù della strategia antincendio e delle relative misure antincendio adottate, consenta l’esercizio in sicurezza dell’attività secondo le finalità della stessa e gli obiettivi di sicurezza antincendio”.

Tale processo progettuale “deve essere esplicitato nella relazione tecnica”. E “tutte le informazioni indispensabili al responsabile dell’attività per la gestione della sicurezza antincendio durante il normale esercizio devono essere elencate in apposita sezione della relazione tecnica”.

In particolare nella relazione tecnica devono essere documentate:

  • limitazioni d’esercizio dell’attività (es. tipologia degli occupanti, massimo affollamento dei locali, tipologia degli arredi e dei materiali, massime quantità di materiali combustibili stoccabili, …) assunte come ipotesi della progettazione antincendio durante l’ analisi del rischio di incendio e la conseguente identificazione del profilo di rischio dell’attività;
  • Indicazioni sulle misure antincendio specifiche per la tipologia d’attività, risultanti dall’analisi del rischio di incendio;
  • c. indicazioni sulla manutenzione ed il controllo periodico dei sistemi rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
  • Indicazioni sul numero di persone, sul livello di formazione ed addestramento richiesto per il personale in riferimento a particolari scelte progettuali di sicurezza antincendio”;
  • I rischi d’incendio relativi alla presenza di aree a rischio specifico, di cui si è tenuto conto nella progettazione dei sistemi protettivi, e le relative misure antincendio;
  • Indicazioni per la gestione dell’emergenza: modalità di gestione dell’esodo, di lotta all’incendio, di protezione dei beni e dell’ambiente dagli effetti dell’incendio, come previsti durante la progettazione dell’attività”.

 

Riguardo al livello di formazione/addestramento riportiamo infine alcuni esempi contenuti nel Codice:

  • se è prevista la procedura d’esodo per fasi in un’attività lavorativa, il personale addetto al servizio antincendio deve essere in grado di assistere l’esodo degli occupanti, affinché il sistema d’esodo sia impiegato secondo le condizioni progettuali;
  • se è prevista l’attivazione di sistemi di protezione attiva, il personale deve essere formato ed addestrato a tale scopo;
  • se l’attività è prevalentemente destinata ad occupanti con disabilità, deve essere prevista apposita procedura per l’efficace gestione dell’emergenza, secondo le condizioni assunte ad ipotesi nel progetto.

Concludiamo questa breve presentazione della prima parte del capitolo relativo alla “Gestione della sicurezza antincendio” (S.5) riportandone l’indice:

  • premessa;
  • livelli di prestazione;
  • criteri di attribuzione dei livelli di prestazione;
  • soluzioni progettuali;
  • progettazione della gestione della sicurezza;
  • gestione della sicurezza nell’attività in esercizio;
  • gestione della sicurezza in emergenza;
  • riferimenti.

Decreto del Ministero dell’Interno 3 agosto 2015 – Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 

 

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